In ambiente lavorativo si da sempre per scontato la presenza di stress. In questo momento storico, sociale ed economico in cui la crisi è sempre presente nei discorsi di tutti, si pensa che le aziende possano o addirittura siano legittimate a stressare i propri lavoratori per spronarli, aumentare il fatturato e guadagnare di più e che sono loro stessi ad avere il famoso coltello dalla parte del manico.
Purtroppo però, questa non è la realtà.
Il dizionario della Psicologia definisce lo stress come una reazione emozionale intensa ad una serie di stimoli esterni, che mettono in modo risposte fisiologiche e psicologiche di natura adattiva. Se gli sforzi del soggetto falliscono perchè lo stress supera le capacità di risposta, l’individuo è sottoposto ad una vulnerabilità nei confronti della malattia psichica.
Ma cosa vuol dire?
Questa definizione ci spiega che lo stress arriva sempre da fonti esterne a noi, come in questo caso il lavoro, questo mette in moto dei processi interni, fisiologici e psicologici che ci aiutano ad adattarci. Quando però le richieste esterne superano le capacità dei lavoratori di farvi fronte, l’individuo si sente sopraffatto e il suo equilibrio psicofisico è a rischio.

Situazioni lavorative a rischio:
- sovraccarichi di lavoro
- richieste contrastanti e confusione sui ruoli
- scarso coinvolgimenti nei processi decisionali di ciò che riguarda i lavoratori
- precarietà lavorativa
- inadeguata efficienza lavorativa
- comunicazione inefficace
- mancanza di supporti con i superiori e/o i colleghi
- molestie sessuali o violenza di vario genere
I lavoratori che appartengono ad ambienti di lavoro con alcune o tutte queste caratteristiche sono a rischio di sviluppare sintomi da stress lavoro correlato.